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Meno NPL grazie alla consapevolezza ed ai tassi

I non performing loans hanno avuto un ruolo fondamentale nell’economia recente. Le strategie sull’erogazione dei prestiti è rimasta vincolata alla politica della dismissione delle poste attive inesigibili che erano nel portafoglio delle banche. Al tempo stesso il fenomeno ha consentito al consumatore di acquisire una maggior consapevolezza della propria condizione economica, cui è collegata la capacità personale di ricorrere all’indebitamento. Attualmente si registra un livello di default dei finanziamenti nettamente più contenuto rispetto al passato. La politica monetaria ha avuto un ruolo fondamentale in tutto questo, perché il mantenimento dei tassi di riferimento ai minimi storici ha alleggerito le rate per i prestiti in essere a tasso variabile. Sotto altro versante, la contrazione dello stock dei crediti deteriorati è stata raggiunta anche grazie all’ampio processo di cartolarizzazione. L’osservazione del trend di riduzione dei prestiti deteriorati legati all’acquisto di abitazioni da parte di famiglie consumatrici evidenzia un progressivo e consistente calo che ha portato lo stock delle sole sofferenze sotto gli 11 miliardi di euro; le inadempienze probabili calano del 14,6% e i finanziamenti scaduti del 25,5%. In termini di incidenza sul totale, i prestiti deteriorati per l’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie nel nostro paese costituiscono il 10% del totale dei crediti, in lieve aumento rispetto allo stesso periodo del 2018 (fonte: Centro Studi Nomisma).

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