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Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) è un consorzio di diritto privato sottoposto alla supervisione diretta della Banca d'Italia, che - in caso di liquidazione coatta amministrativa o di procedura di risoluzione di un istituto di credito - garantisce ogni depositante (persona fisica o giuridica) fino a un massimo di 100.000 euro (1). La garanzia copre i risparmi depositati sul conto corrente, quelli messi nei conti di deposito, i certificati di deposito nominativi, i libretti di risparmio nominativi e gli assegni circolari. Non sono oggetto di garanzia, invece, i depositi al portatore e gli strumenti finanziari (obbligazioni e azioni) emessi dalla banca (2). Secondo lo Statuto del FITD però l’ammontare del fondo nel 2018 è pari a 329 milioni disponibili, chiaramente insufficiente a coprire oltre 1,5 miliardi di euro depositati sui conti (3). Ne deduciamo che il FIDT arriva a garantire soltanto lo 0,022% del totale dei depositi dei risparmiatori.

Attualmente, aderiscono al FITD tutte le banche italiane, ad eccezione di quelle di credito cooperativo, nonché le succursali di banche extracomunitarie autorizzate in Italia, salvo che non partecipino a un sistema di garanzia estero equivalente. Possono, altresì, aderire al FITD le succursali italiane di banche comunitarie, al fine di integrare la garanzia offerta dal sistema di garanzia del Paese di origine (4). Per quanto riguarda il totale del patrimonio netto delle banche italiane, andando a spulciare fra i bilanci dei maggiori gruppi nazionali si evince che a guidare la classifica si confermano Unicredit e Intesa Sanpaolo rispettivamente con 55,4 miliardi e 51,2 miliardi. A seguire Banco Bpm (11,2 miliardi), Montepaschi (9,3 miliardi), Ubi (9,2 miliardi) e poi Bper (4,4 miliardi), Popolare di Sondrio (2,7 miliardi), Credem (2,6 miliardi), Credito valtellinese (1,5 miliardi), Banco Desio (903 milioni), Volksbank (731 milioni).

Per quanto riguarda la capitalizzazione, invece, nel 2019 Intesa Sanpaolo risultava prima con 33,4 miliardi, seconda Unicredit con quasi 21 miliardi e terza – distaccatissima – Banco Bpm con 2,4 miliardi. In totale gli undici gruppi hanno una capitalizzazione di 65,2 miliardi e un patrimonio netto che sfiora i 150 miliardi. Ancora prima Intesa San Paolo anche per il rapporto tra capitalizzazione e patrimonio netto, allo 0,65%. In seguito compresi tra lo 0,57% di Credem e lo 0,14% di Montepaschi – passando per lo 0,38% di Unicredit – tutti gli altri. La percentuale media si attesta allo 0,44% (5)

Note

  1. https://www.fitd.it

  2. Sole24ore

  3. https://www.fitd.it/Pubblicazioni/Relazioni_annuali

  4. https://www.fitd.it

  5. https://www.startmag.it/economia/intesa-sanpaolo-unicredit-mps-banco-bpm-ubi-bper-ecco-la-classifica-sulla-solidita-delle-banche/

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