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Commercio elettronico e frodi fiscali: direttiva per scambio dati

Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato un progetto di Direttiva volto ad agevolare l’individuazione delle frodi fiscali nelle operazioni transfrontaliere di commercio elettronico, attraverso la raccolta armonizzata, da parte degli Stati membri, della documentazione resa disponibile per via elettronica dai prestatori di servizi di pagamento. In particolare, il progetto di Direttiva prevede:(i) modifiche alla Direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (Direttiva IVA), volte ad introdurre l’obbligo per i prestatori di servizi di pagamento di conservare la documentazione sui pagamenti transfrontalieri relativi al commercio elettronico. Tali dati saranno poi messi a disposizione delle autorità fiscali nazionali a condizioni rigorose, comprese quelle relative alla protezione dei dati; (ii) modifiche al Regolamento (UE) n. 904/2010 per quanto riguarda la cooperazione amministrativa e lo scambio di informazioni sempre relative all’IVA. Tali modifiche stabiliscono i dettagli del modo in cui le autorità fiscali nazionali collaboreranno in questo ambito per individuare le frodi in materia di IVA e controllare il rispetto degli obblighi in materia di IVA. In aggiunta, è prevista l’istituzione di un nuovo sistema elettronico centrale per l’archiviazione delle informazioni sui pagamenti e per l’ulteriore trattamento di tali informazioni da parte delle Autorità nazionali antifrode. Queste norme andranno ad integrare il quadro normativo sull’IVA per il commercio elettronico in vigore nel gennaio 2021, che introdurrà nuovi obblighi in materia di IVA per i mercati online e norme di conformità semplificate in materia di IVA per le imprese online.

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