Diamanti da investimento; continua la trattativa tra consumatori e Banco BPM


Le società venditrici e le banche che avevano favorito l'acquisto di diamanti erano state sanzionate dall'Antitrust per aver fornito informazioni ingannevoli ai risparmiatori. Il prezzo applicato nelle vendite era ben lontano dal valore reale dei diamanti e per questo motivo era intervenuta l'Antitrust. L'Autorità quindi accertava che le banche si occupavano di contattare il cliente, che solitamente era un proprio correntista, sottoponendo la proposta di investimento "sicuro", mettendolo in contatto con le società venditrici. La compravendita poi avveniva nei locali della banca. Il cliente si affidava alla banca fidandosi delle rassicurazioni in merito all'affidabilità dell'investimento. L’Antitrust, dopo aver sanzionato le Banche e le società venditrici, “...ha ritenuto gravemente ingannevoli e omissive le modalità di offerta dei diamanti da investimento". Le trattative dei consumatori con Banco BPM si stanno svolgendo in questi giorni. La Banca propone ai risparmiatori una percentuale che non andrebbe oltre il 50% del valore delle pietre acquistate, anche nei casi di particolari sofferenza economica del risparmiatore, lasciando le pietre al risparmiatore. Al momento però questa proposta non soddisfa le associazioni dei consumatori che si stanno occupando della tutela dei risparmiatori. Le associazioni ritengono infatti che "i risparmiatori traditi non debbano avere alcun onere". Le associazioni ricordano come altri istituti bancari, come Unicredit, abbiano risarcito l'intero investimento iniziale degli investitori. Una risposta alla controproposta arriverà dal Banco BPM entro una settimana.


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