Registro Marchi italiani; l'intervento dell'AGCM


Una volta raccolti i dati sui marchi e sui loro titolari, facilmente reperibili online su banche dati gratuite, i titolari ricevevano, da parte di Registro Marchi Italiani (dal sito www.marchi-italiani.org o, in alternativa, dal sito internet www.proprieta-industriale.org.), delle richieste di pagamento, da effettuarsi in tempi brevissimi, in cambio delle quali venivano offerti (apparentemente) alcuni servizi (registrazione, pubblicazione, rinnovo) per completare la procedura. Le modalità che portavano i vari malcapitati a cadere in inganno sono comuni. In primo luogo, l'intestazione delle comunicazioni rimandava alla denominazione dell'Ente incaricato ufficialmente della registrazione dei marchi. In particolare, però, il soggetto era spinto a ritenere che il pagamento fosse dovuto a causa della corretta riproduzione, all'interno della comunicazione con la quale veniva richiesto il pagamento, dei dati del marchio e dell'azienda titolare dello stesso. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha elevato una sanzione di 500.000euro alla società A-286 SUARL per aver posto in essere una pratica commerciale scorretta.


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