Nuove norme sul copyright del diritto d'autore; domani il voto sulla direttiva


La nuova direttiva sul copyright si propone di integrare e superare le norme stabilite dalle direttive attualmente in vigore in questo settore, in particolare la direttiva 96/9/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, la direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, la direttiva 2006/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, la direttiva 2009/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, la direttiva 2012/28/UE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2014/26/UE del Parlamento europeo e del Consiglio. Alcuni estratti dei motivi e degli obiettivi della proposta, contenuti nella relazione che accompagna la direttiva sul copyright recitano: "nell’ambiente digitale gli utilizzi transfrontalieri sono aumentati e, per i consumatori, si sono aperte nuove opportunità di accesso a contenuti protetti dal diritto d’autore. Sebbene gli obiettivi e i principi stabiliti dal quadro UE in materia di diritto d’autore rimangano tuttora validi, occorre adattarsi a queste nuove realtà. Un intervento a livello dell’UE si rende necessario anche per evitare una frammentazione del mercato interno. In questo contesto la strategia per il mercato unico digitale 1 adottata nel maggio 2015 ha individuato la necessità di "assorbire le differenze fra i diversi regimi nazionali del diritto d’autore...". "L'evoluzione delle tecnologie digitali ha fatto emergere nuovi modelli di business e ha rafforzato il ruolo di Internet quale principale mercato per la distribuzione e l’accesso ai contenuti protetti dal diritto d’autore. Nel nuovo contesto i titolari di diritti incontrano difficoltà nel momento in cui cercano di concedere una licenza e di essere remunerati per la diffusione online delle loro opere, il che potrebbe mettere a rischio lo sviluppo della creatività europea e la produzione di contenuti creativi".

In questo contesto, c'è preoccupazione da parte dei consumatori. Per l'Unione Nazionale Consumatori la preoccupazione è che la direttiva, che verrà votata domani dal Parlamento Ue, finisca per avere conseguenze negative e colpendo la “libertà di link” e la possibilità di condividere contenuti pubblici presenti in rete. L'Unione Nazionale Consumatori pertanto si è attivata lanciando la campagna "Poche Parole" ed esprimendo preoccupazione per la possibile approvazione della direttiva e per i rischi alla libertà di espressione. “Abbiamo il timore che l’eventuale approvazione della Direttiva sul copyright in discussione a Bruxelles non solo non salverà i bilanci dei grandi editori (dai quali, invece, sarebbe lecito aspettarsi un cambiamento dei modelli di business), ma anche che possa limitare oltre misura la facilità di accesso alle informazioni online soprattutto a discapito dei consumatori (oltre che dei piccoli editori indipendenti e delle start up)”. L’Unione Nazionale Consumatori, annuncia di aver scritto agli eurodeputati che voteranno domani la Direttiva sul diritto d’autore nel mercato digitale. Le preoccupazioni maggiori, spiega dei consumatori, riguardano gli articoli 11 ("Protezione delle pubblicazioni di carattere giornalistico in caso di utilizzo digitale") e 13 ("Utilizzo di contenuti protetti da parte di prestatori di servizi della società dell’informazione che memorizzano e danno accesso a grandi quantità di opere e altro materiale caricati dagli utenti") della Direttiva, i quali rischiano di comportare la chiusura degli aggregatori, colpendo il pluralismo e la diffusione delle notizie, e di obbligare le piattaforme di condivisione online ad attivare filtri preventivi.

Da una ricerca svolta dall’associazione emerge che Internet è un canale di informazione fondamentale per i consumatori digitali italiani: per quasi la metà del campione rappresenta la principale fonte di informazione quotidiana. L’accesso alle notizie è sempre intermediato, dai motori di ricerca, dagli aggregatori di notizie e dai social network.


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