La rivoluzione tecnologia è iniziata: al via la corsa al 4.0 delle imprese!


“L’Italia non ha un problema di offerte tecnologiche, semplicemente non è consapevole delle proprie risorse” ha esordito così Andrea Bianchi, Direttore delle politiche industriali di Confindustria durante l’incontro “Digital Innovation Hub e industria 4.0” a cura della fondazione EIT Digital Italy tenutosi questo pomeriggio all’interno del Festival dell’Economia. “Oltre il 35% delle imprese italiane – ha proseguito Bianchi - non sapeva cosa fosse il 4.0, perciò serviva coinvolgere le piccole medie imprese e Confindustria lo ha è fatto attraverso i suoi 18 Digital Innovation Hub che si sono posti direttamente sul lato della domanda per attrarre le imprese verso il 4.0”.

Il confronto, coordinato dal responsabile della comunicazione dell’EIT Digital Italy, Federico Guerrini, ha visto successivamente alternarsi gli interventi del Direttore generale di Confindustria, Roberto Busato e dell’Head of external collaboration di EIT Digital, Fabio Pianesi al fine di illustrare tutte le attività svolte a livello internazionale in termini di innovazione digitale e di nuovi processi.

La rivoluzione industriale del 4.0 è dunque iniziata e “La competizione – come ha evidenziato Fabio Pianesi – non è fra singoli stati, ma fra sistemi continentali, tra Stati Uniti e Cina per esempio. Noi non abbiamo un mercato unico in nessun settore e quindi la strada che stiamo scegliendo è quella della connessione fra regioni e attori rilevanti del settore mediante partnership importanti come quella della manifattura del futuro”.

A essere al centro di questa rivoluzione è il comportamento stesso delle imprese: “Siamo di fronte a una sfida tecnologica – ha sottolineato Andrea Bianchi - che tocca tutti i settori. Il 4.0 riguarda il settore tessile, il turismo, l’agricoltura. È una rivoluzione industriale che non incide solo sull’efficienza delle imprese, ma cambia il comportamento delle imprese a partire dal rapporto stesso tra imprese e consumatore”.

Per rimanere a passo coi tempi, dunque, serve investire in competenze digitali: “L’Italia – ha illustrato – Roberto Busato – occupa gli ultimi posti in campo di competenze digitali, per questo dobbiamo orientare il sistema educativo in maniera diversa, creare corsi specifici formativi per i lavoratori di domani. Un passo sicuramente positivo, in tali termini, è quello promosso a livello locale da Trento e Bolzano con HIT, l’hub della ricerca che mette insieme imprenditori, ricercatori e manager per portare avanti progetti innovativi comuni”.

"In termini di posti di lavoro - conclude Andrea Bianchi - non siamo di fronte alle cosiddette fabbriche buie, vale a dire prive di risorse umane e in cui lavorano solo le macchine. Mi pare che non stiamo andando in questa direzione. Certo, le fabbriche hanno cambiato molto il loro sistema lavorativo, si sono innovate, e con loro anche altri settori come quello delle banche, per esempio, ma non ha senso fare allarmismo e affermare che i robot ci ruberanno il lavoro”.


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