L'analisi di Bankitalia sulla situazione italiana. Crescita più lenta rispetto all'UE


un’economia italiana che “si sta rafforzando” ma cresce meno degli altri paesi europei, anche perché sconta tutta una serie di problemi strutturali. Il governatore della Banca d'Italia sostiene che “l’economia italiana è in recupero. La crescita del prodotto si è irrobustita lo scorso anno, portandosi all’1,5 per cento, più di quanto atteso dai principali previsori”, ha detto Visco, aggiungendo che “la crescita dell’economia italiana è tuttora inferiore a quella media degli altri paesi dell’area; lo scorso anno il divario è stato di un punto percentuale”.Rilevano soprattutto le inefficienze e i ritardi delle amministrazioni pubbliche e della giustizia civile, le inadeguatezze nella regolamentazione dell’entrata e dell’uscita delle imprese dal mercato, i limiti alla concorrenza e i fenomeni di illegalità, l’elevata tassazione dei fattori della produzione, l’insufficienza degli investimenti nell’innovazione, nella ricerca e nel capitale umano.“La lunga crisi ha accentuato il disagio sociale – dice Visco – Secondo i dati dell’Istat negli ultimi dieci anni la quota delle famiglie che vivono in condizioni di povertà assoluta è quasi raddoppiata, giungendo a sfiorare il 7 per cento. È più alta nel Mezzogiorno e, soprattutto, tra le famiglie in cui sono presenti stranieri; è peggiorata la posizione dei giovani rispetto a quella degli anziani. Le risorse rese disponibili con l’avvio del reddito di inclusione, uno strumento di reddito minimo, consentono di coprire circa il 40 per cento delle famiglie in povertà assoluta. Nel procedere a un suo rafforzamento, o all’adozione di altri provvedimenti, oltre a evitare di scoraggiare la ricerca di un lavoro regolare, bisognerà prestare attenzione alle conseguenze sui conti pubblici”.


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