Ultimo rapporto Istat; società longeva e famiglie con pochi componenti


Il rapporto annuale dell’Istat evidenzia un assottigliamento delle famiglie. Famiglie con meno componenti rispetto al passato e famiglie unipersonali. L’assottigliarsi delle reti può comportare, dal punto di vista degli individui, un maggiore rischio di isolamento. Quest’ultima questione ha due versanti: uno demografico, che riguarda soprattutto la popolazione anziana, e uno territoriale, che fa riferimento alla minore presenza antropica in alcune zone del Paese.

Dal punto di vista demografico, prosegue per il terzo anno consecutivo “l’assottigliamento” della popolazione, diminuita di quasi 100mila persone rispetto al 2017: al 1° gennaio 2018 si stima che la popolazione ammonti a 60,5 milioni, con 5,6 milioni di stranieri (8,4%). Il Paese appare anche più fragile rispetto all’Ue: il 17,2% si sente privo o quasi di sostegno sociale. Gli anziani che vivono soli passano oltre 10 ore senza interazioni con altri. Dal Rapporto emerge chiaramente il valore per le persone dell’appartenenza a più reti, al di là di quella di parentela, con un ruolo sempre più rilevante della rete elettiva, sia nel sostegno e nella risposta ai propri bisogni e necessità, sia per lo sviluppo dei propri interessi e l’arricchimento culturale. L’ampiezza e la varietà delle reti in cui si è inseriti testimonia e spinge a una maggiore fiducia verso gli altri con risvolti positivi per la società nel suo complesso”.

Ognuno di noi ha una rete costituita mediamente da 5,4 parenti stretti e da 1,9 altri parenti su cui può contare. Poco meno del 20% delle persone di 18 anni e più dichiara di non avere alcuna persona su cui fare affidamento; il restante 80% dichiara di poter contare almeno su un parente, un amico o un vicino, mentre il 40% delle persone vede la presenza contemporanea di persone appartenenti a cerchie differenti.

Stare soli, per quanto sempre più spesso anche una scelta, non rende più felici. Lo testimonia anche il ricorso sempre più frequente alle forme di socialità “virtuale”, consentendo alle persone di mantenersi in contatto e di arricchire le proprie reti di relazioni.

Queste forme sono considerate, in generale, meno piacevoli della frequentazione de visu. Per i più giovani, però, le relazioni online sono preferite a quelle di persona con i familiari, ma non a quelle con gli amici: si conferma in questa fascia d’età l’importanza del “gruppo dei pari”.

Vi è poi una parte della popolazione per la quale vivere da soli non è considerata una situazione di svantaggio. Per gli adulti in questa situazione aumenta la disponibilità di tempo libero dedicato alla socialità, alle attività altruistiche e a quelle culturali; al tempo stesso, diminuisce il tempo dedicato al lavoro domestico.

Tra gli adulti che vivono soli, tre su quattro frequentano gli amici almeno una volta a settimana.


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