Cina: il 2018 sarà l'anno dell'ETF Connect


Il programma Stock Connect è pronto ad aprire le porte agli ETF e sarà seguito da un programma molto simile su index futures

Il 2017 ha visto l’attivazione del secondo ramo (1) della piattaforma Stock Connect con la conseguente disponibilità dell’equity quotata a Shenzhen per gli investitori di Hong Kong (ed internazionali) ed ha portato in dote, come anticipato dalle autorità cinesi, anche l’entrata in funzione del Bond Connect. L’accesso degli investitori internazionali all’equity e ai bond del mainland della Cina, e vice versa, fa parte di un complesso ma assolutamente necessario processo di apertura del mercato interno cinese al pubblico internazionale dalla cui realizzazione dipendono tanto la crescita futura del paese quanto la sua stabilità nonché il suo peso su uno scacchiere mondiale in fase di evidente cambiamento. Il 2018 sarà però l’anno degli ETF, prossimi ad entrare a far parte di quelle securities suscettibili di scambio tramite i nuovi circuiti stabiliti, un evento di assoluta rilevanza tanto per gli issuers internazionali, che vedono nella Cina continentale un’enorme quantità di nuovi potenziali investitori, quanto per gli stessi cinesi, da anni desiderosi di poter accedere ad un’offerta ETF enormemente più diversificata e competitiva. Poter sfruttare uno strumento d’investimento estremamente versatile ed in grado di adattarsi perfettamente sia al trading (oltre 300000 i conti trading aperti, in media, dai cittadini cinesi ogni settimana) che all’investimento di medio lungo termine rappresenta un cambiamento più rilevante di quanto si creda per questi investitori. In tal senso è bene ricordare che quello della Cina continentale è un contesto nel quale anche l’offerta di fondi comuni attivi è molto limitata, per lo più riservata a clientela con disponibilità non comuni oltre che proposta con focus su società prevalentemente domestiche. Per gli investitori si tratta insomma di un’occasione unica per diversificare velocemente il proprio investimento e per accedere a soluzioni attive e sofisticate finora assenti ma che i principali issuers stanno già preparando. Si stima che entro il 2025, ETF Connect, porterà la Cina (e Hong Kong) a incrementare notevolmente il proprio peso sul mercato globale degli ETF a partire da una condizione iniziale che vede Hong Kong e Pechino ben lontane dal leader regionale, il Giappone, paese che vanta oltre 200 miliardi di dollari di investimento in ETF contro gli appena i 34 del mercato cinese. Il principale ostacolo alla realizzazione di questo canale risiede nella revisione di regolamenti preesistenti non certo ottimizzati per gestire la complessità di uno strumento le cui caratteristiche, come noto, ne fanno un ibrido tra un fondo comune ed una comune azione negoziata in borsa. Attualmente, infatti, moltissimi ETF quotati ad Hong Kong non sono accessibili in quanto, per l’autorizzazione al commercio nella Cina Continetale, sono applicati requisiti molto difficili da soddisfare, quelli appunto richiesti per un fondo comune. Gli accordi sottostanti al MRFs (2) (Mutual Recognition of Funds),in vigore dal 2015, prevedono infatti, il requisito minimo di una capitalizzazione non inferiore a 200 milioni di yuan, ossia poco più di 31 milioni di dollari al cambio attuale, un track record esteso per almeno 12 mesi e persino una quota minima del 50% riservata agli investitori di Hong Kong. Questo limita a poco più di una trentina gli ETF accessibili al pubblico del mainland sugli oltre 150 disponibili sulla HKSE. Molto meno restrittive, se applicate, sarebbero invece le limitazioni imposte dal canale Stock Connect. Da un punto di vista commissionale, si pensa che ETF Connect porterà ad una sistematica riduzione delle fees grazie al previsto rapido aumento dei volumi. La China Securities Regulatory Commission, autorità cinese per la vigilanza sui mercati finanziari, ha dichiarato che la piattaforma, chiamata appunto ETF Connect, anticiperà l’apertura dl un canale simile per il mercato dei futures su indice. Intanto i maggiori issuers stanno rafforzando la propria presenza sulla pizza di Hong Kong, come nel caso di Vanguard che, solo pochi giorni fa, ha lanciato il suo Vanguard Total China Index ETF. Si tratta di un ETF replicante lo FTSE Total China Connect Index, un benchmark che comprende 1000 azioni cinesi tra mid e large cap, pronte, almeno in parte, ad entrare, proprio quest'anno, anche negli indici MSCI emerging più noti.

(1) La struttura Stock Connect collega ora entrambe le borse di Shenzhen e Shanghai (CINA CONTINETALE) a quella di Hong Kong, struttura, questa, di livello internazionale in grado di garantendo alla Cina una canale tramite il quale veicolare gli investimenti da e verso l'estero. Pechino apre di fatto il proprio mercato equity e bond (Bond Connect) grazie al venir meno di molte restrizioni regolamentari finora applicate.

(2) Il Mutual Recognition of Funds condivide le finalità dello Stock Connect quanto la creazione di una piattaforma che consenta la commercializzazione di prodotti finanziari da Hong Kong verso la Cina Continetale e vice versa. In questo caso, il canale ha però ad oggetto i fondi comuni d’investimento

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