Aberdeen SI entra nel mercato ETF U.S. mentre in Europa Société Générale risponde a Wisdom Tree co


Il “costoso” banchetto a base di commodities, cross valutari, equity e tanta tanta leva offerto da ETF Securities ha rappresentato per molti asset managers un’occasione unica, a patto di avere i mezzi necessari a sfruttarla

Da quando Graham Tuckwell (foto), socio fondatore, ha deciso di alienare le attività di ETF securities, pionieristico issuer di prodotti ETC, ETN ed ETF, il susseguirsi di ipotesi e notizie in merito ai possibili acquirenti non ha accennato a ridursi, finché oggi, a poco più di sei mesi e firme, siamo arrivati al completamento di queste operazioni e all’uscita di scena di questa firm come issuer indipendente sia in Europa che negli USA (ETF Securities conserva la propria indipendenza solo in Australia, terra natia del fondatore, dove Tuckwell sembra intenzionato a continuare le attività). L’evento, come noto, ha costituito per molti asset manager un’opportunità unica per entrare in un business finora redditizio e con importanti prospettive ma nel quale la conquista di quote di mercato si dimostra ardua a causa del continuo consolidamento delle posizioni dominanti. Laddove un AM non sia convinto delle potenzialità di questo mercato, l’ingresso in questo business si rivela comunque imprescindibile, anche solo nell’ottica di compensare i crescenti deflussi sperimentati negli anni dalle gestioni attive, questi dovuti al favore degli investitori per l’alternativa certo meno onerosa rappresentata dagli ETP stessi. Il lauto, ma costoso, banchetto costituito dalla vendita di ETF Securities, primo issuer ETC in Europa e tra i più innovativi al mondo, ha pertanto stimolato l’appetito di molte importanti istituzioni, alle quali, in questi primi giorni di maggio, si è aggiunta anche Aberdeen. Dopo la fusione di Aberdeen Asset Management Plc con il colosso scozzese delle assicurazioni Standard Life, quello che si può oggi definire come uno dei più grandi asset manager del mondo (Aberdeen Standard Investments) pone in atto un programma di diversificazione dell’offerta facendo il proprio ingresso nel business degli ETP. La società acquisisce il controllo della gamma US di ETF Securities (AUM per quasi tre miliardi di dollari), composta da strumenti focalizzati sulle commodities sia broad (indices a firma Bloomberg) che Physical su metalli preziosi singoli, nicchie d’investimento sulle quali il brand ETF Securities ha, nel corso degli anni, costruito il proprio brand, a partire dal primo ETP sul metallo giallo. La società intende partire da questa solida base prodotti per poi guadagnare quote oltreoceano con strumenti in grado di mettere a frutto il know how gestionale sia attivo che passivo di cui dispone. Sulla sponda europea, gli ETC sintetici long e short che rappresentavano la parte più numerosa e caratteristica dell’offerta ETF Securities, sono ormai passati sotto il controllo di Wisdom Tree, issuer statunitense già presente in campo ETF a livello europeo ma deciso, con questa onerosa operazione, ad ampliare la propria quota di mercato in campo ETC ed ETN diventando, con oltre 64 miliardi di asset in gestione, il primo ETP issuer “indipendente” a livello globale (al posto di ETF Securities). La gamma strumenti oggetto dell’acquisizione, presente su tutte le principali borse europee, offre alla società con base a New York, la possibilità di penetrare più a fondo nel mercato europeo, evitando il confronto diretto con i leader del mercato equity e bond, ma imponendosi da subito come principale provider per quanto riguarda esposizioni su materie prime e cross valutari in leva sia long che short . I nuovi strumenti si aggiungono alla preesistente gamma ETC Boost, controllata dalla stessa Wisdom Tree. Societe Generale, già presente in campo ETF con l’ottimo posizionamento del brand Lyxor, ma il cui interesse per prodotti ETC/ETN era già evidente ormai da oltre un anno (il lancio dei primi strumenti senza leva risale alla primavera scorsa), ha “risposto” con decisione alle mosse del concorrente diretto, ora leader di mercato, quotando, proprio in questi giorni, ben settantaquattro nuovi ETF/ETC (per ora solo sulla piazza di Londra): si tratta, anche in questo caso, di prodotti in leva sia long che short su commodities, cross valutari ma anche indici equity. Va notato che gli ETC e, più in generale, i prodotti in leva, sono per ora sfuggiti alla guerra dei costi (che sembra invece destinata a ripetersi sulla strumentazione ETF smart beta) e mostrano i livelli commissionali più elevati insieme con gli ETP attivamente gestiti. L' aumento della volatilità sta spingendo molti investitori avversi al rischio a riconsiderare il valore aggiunto portato dalla gestione se non altro in termini di una più contenuta correlazione con i mercati ed i flussi su tali prodotti sono in aumento. Sarebbe ipotizzabile, in questo contesto, anche un aumento dei flussi su ETP in leva o short da parte degli speculatori che vogliono invece posizionarsi per sfruttare la volatilità a loro vantaggio. Va notato che, per assumere posizioni long e short in leva su indici di commodities, cross valutari e i più noti equity indexes, una delle alternative più convenienti è stata, negli ultimi anni , quella rappresentata dai CFD, derivati che, insieme con le opzioni binarie, sono stati di recente oggetto di provvedimenti da parte dell’ESMA, con conseguenti importanti limitazioni anche all’operatività.

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