Processo lungo? Via al risarcimento anche se non è finito


La Corte costituzionale (sentenza n. 88 depositata ieri) ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'’articolo 4 della legge 89/2011, cosiddetta Legge Pinto, nella parte in cui non prevede la possibilità di proporre la domanda di equa riparazione anche nel corso del procedimento in cui è maturato il ritardo.

Era stata, tra l'altro, la Cassazione a sollevare la questione di costituzionalità.

L'ulteriore attesa, prevista prima dell'intervento della Corte Costituzionale, dell'esito del giudizio in cui si è verificata la irragionevole durata costituisce un ulteriore ingiustizia che deve essere superata consentendo che l'interessato possa agire subito, al verificarsi del ritardo.

La stessa Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha chiarito che i rimedi preventivi, eventualmente associati agli indennitari, così come introdotti dalla Legge di stabilità ultima, sarebbero anche preferibili, ma sono inadeguati nei paesi dove esistono già violazioni legate alla durata dei procedimenti.

«Spetterà, infatti – si legge nella sentenza – da un lato, ai giudici comuni trarre dalla decisione i necessari corollari sul piano applicativo avvalendosi degli strumenti ermeneutici a loro disposizione; e dall’altro, al legislatore provvedere eventualmente a disciplinare, nel modo più sollecito e opportuno, gli aspetti che apparissero bisognevoli di apposita regolamentazione».

Scarica Legge Pinto

#processolungo #lungagginegiustizia #processocivile

0 visualizzazioni0 commenti
A cura di
LOGO PRIMOSEGNO WEK MAGAZINE.png
Le ultime notizie