Facebook, istruttoria Garante Privacy si allarga ad altre società


L'istruttoria aperta dall'Autorità Garante della Privacy sul trasferimento dei dati da Facebook alla società Cambridge Analytica senza il consenso degli interessati, con l'ipotizzata finalità di propaganda elettorale, si estende anche ad altre società di marketing politico che avevano accordi con Facebook.

Nella riunione che si è tenuta oggi a Bruxelles fra i Garanti Ue della Privacy sulla vicenda Cambridge Analytica, si è discusso della creazione di una apposita task force, precisando che, se alla fine dell'istruttoria dell'authority italiana, dovessero risultare violazioni, il Garante potrebbe chiedere una sanzione del 4% sul fatturato globale della società, come previsto dalle nuove regole Ue che scattano dal 25 maggio.

Nel frattempo, nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla procura di Roma, fonti giudiziarie riferiscono che sono stati individuati almeno cinque profili ritenuti fasulli che sarebbero entrati in contatto con utenti italiani profilati da Cambridge Analytica e che, nelle settimane precedenti il voto, sarebbero stati utilizzati per focalizzare il dibattito su temi caldi come ad esempio quello dell'immigrazione.

Nei giorni scorsi Facebook ha ammesso che sarebbero oltre 214 mila gli utenti italiani toccati dallo scandalo Cambridge Analytica. Si tratta dei 57 che hanno istallato l'app "this is your digital life" dell'accademico Aleksandr Kogan (è l'app che ha permesso a Cambridge Analytica di profilarli) e della loro rete di amicizie, per un totale di 214.123 utenti di Facebook (ma gli inquirenti sospettano che potrebbero essere molti di più).


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