Spotify, la quotazione diretta spaventa le banche d’affari


La robusta valutazione con cui ha terminato la prima seduta di scambi del titolo e iniziato ieri la seconda è stata significativa su entrambi questi fronti: 26,54 miliardi di dollari.

È un valore che ha messo il leader dello streaming musicale nell’orbita di un’altra società capace di rivoluzionare un settore: Netflix.

La market cap conquistata da Spotify ha scosso anche l’alta finanza, che ha visto il proprio business sfidato da una quotazione condotta con successo attraverso il metodo del “direct listing”, una quotazione diretta che ha tagliato fuori banche sottoscrittrici.

L’attrazione del «direct listing» è nella possibilità di ridurre il bottino delle banche, che in ruoli di consulenza hanno questa volta intascato 36 milioni, assai meno dei quasi cento milioni intascati in una tradizionale Ipo quale Snap l’anno scorso.


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