Parte la rivoluzione Usa sui tassi: incognita volatilità sui mutui


Stamani la Federal Reserve Bank di New York, in collaborazione con l’ufficio di ricerca del Dipartimento del Tesoro Usa, introdurrà sul mercato il Secured Overnight Financing Rate (Sofr): un tasso pubblicato con frequenza giornaliera alle ore 8 locali destinato a rimpiazzare quel Libor (acronimo di London Interbank Offered Rate) finito al centro di scandali finanziari per via delle manipolazioni (poi accertate) costate multe miliardarie a diverse grandi banche d’affari e al quale restano indicizzate attività finanziarie per un valore di oltre 370mila miliardi di dollari. Il calcolo del nuovo indice si baserà sugli effettivi scambi avvenuti sul mercato e non sulle osservazioni effettuate dagli stessi operatori che fanno parte del panel di rilevazione; ma la metodologia di determinazione non è l’unica differenza fra i vecchi e nuovi benchmark. A differenza del predecessore, il nuovo tasso è riferito a scambi overnight e infine è basato su contratti a termine garantiti da un collaterale, in questo caso da Treasury. Vista così, insomma, la nuova soluzione potrebbe configurarsi come più favorevole, ma sbilanciarsi è assolutamente prematuro, perché occorrerà anzitutto stabilire quale sarà il futuro benchmark e successivamente capire il regime di transizione che si intenderà adottare per i prodotti creati con il «vecchio» tasso. L’insidia maggiore potrebbe arrivare dalla possibile maggior volatilità del nuovo parametro, ed è proprio per limitare sorprese sgradite di questo genere che le authority sono al lavoro.


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