Big Data per tutti?


Le fonti di informazione orbitano tutte ormai intorno ai sistemi di comunicazione multimediale.

Si è al cospetto di due criticità: la verifica della veridicità dell'informazione; la cernita delle notizie.

Nel settore della finanza, gli strumenti informatici che vengono utilizzati sono assai sofisticati, e mirano non solo alla "lettura" delle informazioni, ma alla loro verifica in corrispondenza delle plurime fonti che circolano ormai indiscriminatamente sul web.

Così, Plus de Il sole 24 ore ha pubblicato sabato 17 marzo 2018, un interessante articolo in cui si apprende che Goldman Sachs AM ogni giorno analizza più di 13 mila titoli quotati, e ogni anno vengono letti oltre 50 milioni di articoli di stampa e oltre un milione di report di analisti.

Cifre davvero impressionanti, se si pensasse che tali dati debbano essere fruiti dall'uomo.

In realtà, è proprio l'impiego di strumenti informatici che consente il raffronto dei contenuti di questi big data per elaborare scelte di investimento, rectius proposte di investimento, che riflettono il sentiment degli investitori, ed il loro indirizzamento verso una data sfera di possibilità.

Tali automatismi, tuttavia, trovano il limite nella fragilità delle modalità del trattamento.

E' per vero che le conoscenze del "professionista del risparmio" possono derivare dalle stesse fonti.

Vi è tuttavia una discrasia tra l'analisi del rapporto causa - effetto e l'analisi statistica di un fenomeno.

Il ricorrere sistematico di fenomeni storici, anche nel settore finanziaria (tesi questa di chi predilige l'impostazione automatizzata dei processi) non fa venir meno l'incertezza del quando.

Del resto, il predire il verificarsi di un dato fatto, senza riuscir a collocarlo, anche con approssimazione, nel futuro, equivale a non compiere alcuna analisi.

Al contrario, lo studio macro e micro economico pregia della possibilità di giungere ad una più precisa previsione dei fatti che influiscano sul mercato.

I contratti derivati, se strutturati con accuratezza, consistono nell'impiego di un modello matematico che ben si può attagliare alla componente "variabilità di un evento", anche a prescindere dal momento del suo verificarsi.

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