Così la Ue vuole diventare il crocevia del fintech


L'obiettivo è trasformare l’Unione europea in un hub mondiale per il fintech.

Bruxelles ha delineato un percorso in otto mosse e 23 passi in tutto e si candida come cabina di regia per monitorare, coordinare e preparare il terreno per possibili interventi legislativi o allargare il raggio di azione di quelli già esistenti con il coinvolgimento di tutti gli attori in gioco. Le misure annunciate, da qui a fine 2019, vanno dall’individuazione di nuove regole sulle criptovalute all’elaborazione di linee guida per il cloud passando per un Osservatorio sulla blockchain,fino all’interconnessione delle banche dati nazionali sulle informazioni pubblicate dalle società quotate.

Sarà proprio il fintech una delle prossime sfide del mercato unico, parte della più ampia strategia che prende il nome di Capital Markets Union, per abbattere le barriere alla libera circolazione dei capitali.

I settori a più alto tasso di fintech sono i pagamenti, i prestiti e le assicurazioni. Proprio per queste ragioni in prima linea, oltre all’esecutivo Ue, ci sono tre Authority europee: l’Eba, l’Autorità bancaria, l’Eiopa (quella sulle assicurazioni) e l’Esma (Consob europea) che stanno effettuando una mappatura dei vari segmenti del fintech, delle licenze di autorizzazione, dei requisiti di sicurezza e della normativa.


0 visualizzazioni0 commenti
A cura di
LOGO PRIMOSEGNO WEK MAGAZINE.png
Le ultime notizie