Il concorso nel reato fiscale: la “consapevolezza” del consulente


La sentenza n. 1999/2017 della Corte di Cassazione ha chiarito che il consulente che in qualche modo partecipa alla frode commessa dal proprio cliente, concorre nel reato tributario per il solo fatto di essere consapevole del delitto perpetrato, pur non essendo lui l’ispiratore.


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