Divieti e mancati permessi. Carichi eccezionali a rischio nei trasporti


La burocrazia e l’incuria politica stanno paralizzando l’industria della caldareria (mega impianti per la produzione di energia per l’industria chimica e petrolifera) che è obbligata a utilizzare i trasporti eccezionali per la mole dei suoi manufatti.

I maggiori costi, gli aumentati controlli e soprattutto il mancato rilascio di autorizzazioni al trasporto penalizzano le aziende del settore, perché dopo i crolli di ponti e cavalcavia sono stati creati una serie di vincoli che, di fatto, hanno complicato il problema.

«Per i carichi superiori alle 100 tonnellate - afferma Tosto - le imprese devono effettuare verifiche sulla stabilità e sulle condizioni dei ponti a proprie spese. Una volta comunicato il percorso ed effettuate le verifiche, queste vengono sottoposte alle Province, che impiegano ulteriore tempo per effettuare i dovuti controlli (oltre 15 giorni). Alla fine di questo lungo iter, che è simile a una roulette russa, non è affatto detto che l’autorizzazione venga rilasciata». Confindustria, con la partecipazione di Aiscat (concessionarie autostradali) e Anas, ha promosso un tavolo di lavoro per trovare una soluzione all’emergenza dei trasporti eccezionali da sottoporre al prossimo governo.


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