Nasce a Bologna l’ospedale 4.0, medici e ingegneri operano insieme


Per la prima volta in Italia un team di bioingegneri si trasferisce in pianta stabile all’interno di un ospedale, creando un laboratorio ad hoc per una equipe medica, prima pietra della chiururgia 4.0: accade a Bologna, al Policlinico universitario Sant’Orsola Malpighi, nell’unità di chirurgia maxillo-facciale.

Specialisti di tecnologie biomediche manovrano navigatori, simulatori, software e stampanti 3D e collaborano con i camici bianchi maestri del bisturi all’intervento in sala operatoria.

Grazie all’alleanza tra il pubblico (sanità e università) e il privato, che attraverso la Fondazione bolognese Face3D ha fin qui raccolto 600mila euro per sostenere ricerca e sviluppo di nuove metodologie interventistiche e formazione di nuovi specialisti.

«Non è un caso se questa iniziativa pilota di chirurgia 4.0 nasce nell’unità maxillo-facciale del Sant’Orsola, avanguardia internazionale nel settore, perché è sul volto, veicolo dell’identità di ognuno di noi, che interventi di precisioni millimetrica con realtà aumentata, preceduti da progetti e simulazioni chirurgiche virtuali in 3D, esprimono la massima efficaca – spiega Alberto Lenzi, presidente della Fondazione Face3D -.


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