JP Morgan torna su Borsa Italiana come issuer indipendente di Exchange Traded Funds


Continua l’ascesa di JPMorgan nel business degli ETF: il colosso di New York punta oggi su una selezione di beta alternativi e fixed income ma progetta la quotazione di venti nuovi ETF già entro fine anno

JPMorgan, da anni presente su territorio statunitense con una gamma prodotti ETF che fa dell’innovazione uno dei suoi elementi di maggior successo, torna su ETFplus questa volta in qualità di emittente indipendente confermando le intenzioni rese note ad inizio anno (con lo sbarco sulla piazza di Londra di una piccola parte della sua gamma prodotti) nonché la grande fiducia nelle potenzialità di crescita del mercato europeo, connesse, in parte, anche alla MIFID II. Se lo scorso anno le strategie strategic beta erano state l’ariete prescelto da firms come ad esempio Templeton (gamma LibertyShares) per lo sbarco in Europa e da BNP Investment Partners (con i suoi Easy ETF ) per il ritorno a Piazza Affari, in questo caso la prima selezione di prodotti JPMAM (J.P. Morgan Asset Management) cerca consensi per tramite di strategie alternative tipicamente hedge oltre a più classici fixed income. La cosa non dovrebbe sorprendere, considerata la leadership globale di JP Morgan sulle gestioni alternative e l’importanza di poter disporre oggi di un’adeguata gamma prodotti obbligazionari, asset class notoriamente molto meno presente nel vasto panorama ETF, ma destinata a ritmi di crescita forse maggiori di quelli visti per gli equity ETF negli ultimi 10 anni. La big bank statunitense vanta anche una delle più prestigiose divisioni di indexing, questa particolarmente nota proprio per i benchmark fixed income (sottostanti ai suoi ETF), tra i più seguiti al mondo. Questi bond indices sono i soli, tra i più rilevanti, a non essere stati preda degli information providers e dunque gli unici ancora sotto il controllo di una realtà del settore banking, come da tradizione. Unendo le competenze sopra esposte si comprendono i vantaggi dei quali l'issuer potrà godere nei prossimi anni mentre più evidenti sono già ora le necessità. JP Morgan è un asset manager da quasi 2000 miliardi di dollari e mentre l'ultimo trimestre ha rilevato pessime performance nel trading (sia equity che fixed income) gli assets in gestione hanno invece segnato un rialzo (+ 10% nel 2017 e +4% nell'ultimo trimestre) guidato proprio dal fixed income con 17 miliardi di dollari netti in ingresso. Imprescindibile per un asset manager di queste dimensioni aumentare la propria quota di mercato in campo ETF. Infatti l'istituto, secondo fonti non ufficiali, sarebbe anche intenzionato ad acquisire altre società già presenti sul sempre più consolidato mercato ETF e avrebbe avuto contatti con ETF Securities (poi passata, per il ramo europeo, a LGIM e WisdomTree) e Global X (poi passata a Mirae Asset Management).

I programmi di JPMAM sono infatti ambiziosi e puntano alla quotazione di 20 strumenti entro la fine dell’anno ed addirittura una cinquantina entro tre anni. Tornando all’offerta oggi disponibile su ETFplus per tramite della ICAV irlandese JP Morgan ETFs, questa consta innanzitutto di tre ETF attivi di seguito brevemente trattati . Partendo dai due strumenti alternative, questi ETF propongono commissioni certamente sopra la media a conferma di come la linea di demarcazione tra gestioni attive ed ETF si stia assottigliando sempre di più laddove il “replicante”, ammesso che questa terminologia sia ancora impiegabile, diventa un prodotto sofisticato finanche senza benchmark e attivamente gestito. Alternative può voler dire anche minore correlazione al mercato, un plus che in contesti di incertezza come quello odierno, assume un indiscutibile valore aggiunto

- JPMORGAN Equity Long-Short UCITS ETF (IE00BF4G7308)

Offre un’esposizione in valuta base USD ad una strategia long short, tipicamente hedge, che punta all’acquisto e alla vendita di titoli azionari globali di paesi sviluppati in base ad un approccio attivo che mira a sfruttare le inefficienze di mercato (Yazann Romahi, Wei Victor Li, Jonathan Msika, Steven Wu alla gestione). Pur in assenza di un benchmark del quale ricalcare la performance, come per un tradizionale fondo attivo, il gestore adotta per la selezione e la definizione delle posizioni metodologie quantitative basate su factors value, momentum, size e quality nell’intento di coglierne i risk premia mantenendo basso il grado di correlazione con il mercato e tra le singole componenti del portafoglio. L'impiego della leva è previsto non oltre il 170% del NAV. Il VAR massimo è al 20% del patrimonio sul mese (secondo le osservazioni degli ultimi 250gg). Il prodotto richiede un TER massimo dello 0.67% annuo, non prevede la distribuzione dei proventi e mostra AUM (comparto) a quota 17 milioni di dollari.

- JPMORGAN Managed Futures UCITS ETF (IE00BF4G7290)

In valuta base dollari e gestito dallo stesso team che implementa la strategia long short vista sopra, questo strumento condivide col precedente anche l’obbiettivo di una bassa correlazione con i mercati, consentendo di affinare l’esposizione equity di un portafoglio d’investimento con una strategia managed futures. Questa strategia, anch’essa di derivazione hedge, ma aperta a diverse asset class (fixed income, currency e commodities) su tutti i mercati globali, viene implementata grazie ad un approccio quant che si fonda, in primis, su factors di momentum e carry trade. L'impiego della leva è previsto intorno al 375% del NAV. Per quanto attiene il VAR, i limiti coincidono con il prodotto visto sopra e le similitudini comprendono anche l’assenza di distribuzione dei proventi. Le commissioni massime applicate per il fondo (TER) sono dello 0.57% annuo. Gli AUM osservati oggi sono pari a 53 milioni di dollari

- JPMORGAN USD UltraShort Income UCITS ETF (IE00BDFC6Q91)

Unico prodotto fixed income a gestione attiva dei cinque appena quotati, questo ETF in valuta base dollari condivide con il resto dell’offerta obbligazionaria JPMAM il lancio recentissimo datato 15/02/2018. Gestito (dal team JP Morgan Global Liquidity Managed Reserves) con l’obbiettivo di mantenere una volatilità contenuta, questo ETF non limita però l’investimento esclusivamente a titoli di debito investment grade, e i bond in USD a breve termine a tasso variabile o a tasso fisso in cui investe possono comprendere anche quelli garantiti da ipoteca (anche subprime e derivati più complessi CLO). Alla ricerca di un reddito stabile che non vuole però scendere a compromessi in termini di volatilità, si associa la politica di distribuzione dei proventi mensile. Questo ETF, per conseguire i suoi obbiettivi, punta sulla solidità del settore bancario e delle sue emissioni per un minimo del 25% del valore patrimoniale netto anche se necessario può, a scopo difensivo, ridurre questa la quota. La duration obbiettivo è di un anno massimo e viene tollerata ad un massimo di due anni in situazioni di alta volatilità. Il TER richiesto è dello allo 0.18% annuo ma dal 28/02/2021 è previsto un incremento dello 0.04%. AUM oggi a quota 51 milioni di dollari.

Oltre al JPMORGAN USD UltraShort Income UCITS ETF, JPMAM punta da subito anche su altri due bond ETF tradizionali ossia il USD Emerging Markets Sovereign Bond UCITS ETF e il BetaBuilders EUR Govt Bond 1-3 yr UCITS ETF.

-USD Emerging Markets Sovereign Bond UCITS ETF (IE00BDFC6G93)

USD Emerging Markets Sovereign Bond UCITS ETF è un ETF in valuta base USD che punta a raccogliere il potenziale rendimento di bond emessi da organismi sovrani o quasi sovrani di paesi emergenti in dollari americani. Con in dote AUM per 55 milioni di dollari e a fronte di un TER annuo dello 0.39%, questo strumento offre la replica fisica passiva ottimizzata del nuovissimo J.P. Morgan Emerging Markets Risk-Aware Bond Index TR (basato sul noto EMBI Global Diversified Index sempre a firma JPMAM) che sposa l'esperienza JPMorgan in campo emerging con quelle del team "quant" Beta Strategies dell'asset manager. L'indice considera bond sia investment grade (preferenziale) che al di sotto di tale soglia di merito creditizio o anche privi di esso al fine di generare rendimenti da destinare alla distribuzione mensile ma, pur vantando un universo d'investimento molto ampio, opera la selezione sulla base di un approccio rule based che filtra i titoli in base alla liquidità e al rischio paese per poi allocare il rischio tra le diverse fasce di rating (risk aware).

-BetaBuilders EUR Govt Bond 1-3 yr UCITS ETF

(IE00BYVZV757)

Le scadenze brevi (1-3 y)sul segmento government con denominazione EUR (paesi eurozona)sono invece il target di questo strumento, un tradizionale (market cap weighted)replicante passivo fisico ottimizzato che segue l’andamento del J.P. Morgan EMU Government Bond Index 1-3 Year TR. Con AUM a quota 42 milioni di EUR, questo ETF richiede un TER annuo dello 0.1%. L’ETF opta per il pagamento di dividendi con frequenza mensile.

Per gli strumenti osservati, il prestito titoli è limitato al 20% del NAV e la quota profitti derivante dall'eventuale attività di lending rimane di totale competenza del fondo.