Apple bussa alle miniere in cerca di cobalto per l’iPhone


La società di Cupertino finora ha lasciato ai suoi fornitori di batterie il compito di approvvigionarsi di materie prime.

Ma è stata costretta ad alzare la guardia dopo le critiche di Amnesty International, che un paio d’anni fa aveva denunciato una scarsa vigilanza sull’origine del cobalto, metallo che proviene per il 60% dalla Repubblica democratica del Congo, dov’è spesso estratto da minatori bambini.

Ad allarmare Apple probabilmente è anche la concorrenza sempre più accanita delle case automobilistiche e l’aspettativa di un boom di domanda ha fatto infiammare i prezzi: nel giro di un paio d’anni sono triplicati.

La produzione globale di cobalto, oggi intorno a 110mila tonnellate l’anno, dovrebbe almeno triplicare entro il 2030 per riuscire a soddisfare il fabbisogno, calcola Cru Group, sulla base di una stima prudenziale di 30 milioni di veicoli elettrici in circolazione per quella data.


0 visualizzazioni0 commenti
A cura di
LOGO PRIMOSEGNO WEK MAGAZINE.png
Le ultime notizie