Hedge Funds contro Borse europee


La scommessa sul ribasso vale 103 miliardi di euro.

Questo il controvalore delle posizioni “corte” sulle società quotate del Vecchio Continente.

Il dato è pari a quasi due volte tanto i numeri di inizio 2017 quando risultavano posizioni corte per 56,8 miliardi di euro. Nell’ultimo anno è cresciuta anche l’incidenza delle vendite allo scoperto sul totale del mercato europeo: un anno fa il controvalore delle posizioni “short” era pari allo 0,47% della capitalizzazione dei listini mentre oggi siamo a quota 0,78 per cento.

La scommessa contro l’Italia è stata solo l’antipasto di quello che sarebbe arrivato dopo. A partire dalla seconda metà di febbraio Bridgewater ha iniziato a vendere allo scoperto sull’azionario francese arrivando ad accumulare posizioni corte per 4,6 miliardi di euro per poi spostare il mirino sul bersaglio grosso: la Borsa di Francoforte.

Da fine di gennaio Bridgewater ha iniziato a vendere allo scoperto azioni di 13 multinazionali tedesche tra cui figurano i nomi di colossi dell’industria come Siemens, della chimica come Basf, della tecnologia come Sap, e della farmaceutica come Bayer solo per citarne alcuni.

Le società più “shortate” dei portafogli dei 10 fondi hedge più ribassisti i titoli più bersagliati risultano Unicredit, su cui ci sono scommesse contro per un miliardo e mezzo di euro; le tedesche Allianz (981 milioni) e Deutsche Bank (938); la svedese Ericsson (916); la società francese di semiconduttori Asml (777); le petrolifere Eni (761) e Total (755); Siemens (726); la banca spagnola Santander (665) e Basf (622). La singola posizione ribassista di maggior entità risulta quella di Bnp Paribas sulla società mineraria britannica Anglo American. Il controvalore degli oltre 49 milioni di titoli venduti allo scoperto dalla banca francese ai prezzi di oggi è pari a 883 milioni di euro.


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