Franklin Templeton porta anche in Italia la sua gamma ETF


Lo storico gestore attivo, per cominciare, opta per una selezione multifactor, perfetta per affrontare l’incertezza emersa sui mercati e aggiunge due strategie income per chi insegue rendimenti oltre la media ma senza compromessi

A poco più di due anni dal lancio dell’offerta ETF sul mercato americano, e a pochi mesi dallo sbarco sul Vecchio Continente (sulla piazze di Londra e Francoforte) Franklin Templeton arriva su Borsa Italiana con parte della gamma ETF LibertyShares, strumenti smart beta con i quali l’asset manager, entrato con netto ritardo sul mercato dei replicanti, intende acquistare rapidamente quote di mercato sfruttando le più recenti tendenze nonché un brand si assoluto prestigio a livello globale. Il ritardo accumulato nel comprendere le potenzialità del mercato ETF nonché le ripercussioni che il loro successo avrebbe potuto avere per la gestione attiva in termini di deflussi dai fondi tradizionali, è constata a questo e ad altri issuers AUM in netto calo e perdite che per Templeton in particolare, nel solo 2017 sono state quantificate in 38 miliardi su complessivi 750 in gestione portando in dote anche dei non lusinghieri commenti firmati Moody’s. L’agenzia aveva infatti spiegato, a poca distanza dal declassamento di alcune obbligazioni del gruppo, che il ritardo accumulato poteva essere troppo ingente e che neppure l’ingresso nel business ETF attraverso quella che ad oggi è la classe di strumenti più remunerativa, gli smart beta appunto, poteva essere sufficiente a riparare al downgrading. Si argomentava che sarebbe stato arduo per l'asset manager conquistare quote di mercato (il Vecchio Continente, è sì il mercato oggi a maggior crescita ma pure quello meno competitivo con leadership consolidate, evidenti soprattutto da quella di iShares che singolarmente arriva a raccogliere il 50% degli investimenti) sia perché la guerra dei prezzi, ormai, sta aggredendo anche gli ETF smart beta rendendoli meno remunerativi. I prodotti che ampliano oggi l’offerta quotata su ETFplus, uno dei mercati di maggiore prospettiva a livello europeo per volumi di scambio, sono cinque ETF azionari tra i quali tre multifactor puri (qualità, valore, momentum e bassa volatilità) e due income con una revisione a posteriori che intende mantenere sotto controllo anche i fondamentali.

Franklin LibertyQ Emerging Markets UCITS ETF (valuta base USD)

L’ETF (IE00BF2B0K52) propone un’esposizione all’equity emergente a livello globale e a larga/ media capitalizzazione e replicando fisicamente il proprietario LibertyQ Emerging Markets, se necessario, ottimizzando la selezione. L’universo d’investimento è definito dal MSCI Emerging Markets (846 titoli), le cui componenti vengono scelte e pesate secondo quattro stili d’investimento ossia qualità, valore, momentum e bassa volatilità. La ripartizione geografica del portafoglio, che a oggi consta di 201 titoli, verte per il 76% sull’Asia, 17.28 Europa, America Latina/Caraibi 8.63% e Medio Oriente /Africa 6.67%. A livello settoriale, l’IT ottiene i maggiori investimenti (19.46%) mentre energia, beni di consumo discrezionali, beni di consumo semplici e telecom sono gli altri settori che ottengono percentuali superiori al 10%. Il prodotto, lanciato nel settembre scorso (5 milioni di euro AUM) capitalizza eventuali proventi. Il TER richiesto è pari allo 0.55% annuo.

Franklin LibertyQ Global Equity SRI UCITS ETF (valuta base USD)

L’ETF (IE00BF2B0N83), con un portafoglio composto da 231 componenti, intende replicare il proprietario LibertyQ Global Equity SRI, un indice che investe in titoli a larga e media capitalizzazione sia in paesi sviluppati (23) che emergenti (24) individuati all’interno dell’universo investibile definito dal MSCI AC World SRI (583 titoli) . Scelta e pesatura dei titoli avvengono secondo un approccio multifattoriale che considera i quattro stili qualità, valore, momentum e low volatility. L’universo d’investimento trasmette implicitamente le sue caratteristiche ESG all’indice smart beta e pertanto, secondo le regole MSCI, è limitato alle sole società cui la divisione di indexing di Morgan Stanley è stata in grado di assegnare una valutazione ESG (spesso il problema è la disclosure da parte della società) andando ad escludere a priori quelle che operano in settori che hanno un impatto sociale e ambientale negativo (tabacco, gioco d’azzardo, armi, film per adulti).Composizione geografica: Stati Uniti 50.07%, Europa 21.41%, Asia 19.47%, 6.12% Australia/ Nuova Zelanda. A livello settoriale: finanziari16.65%, beni di consumo discrezionali14.16%, IT 12.81%, salute 12,49%, industriali 12.26%, e beni di consumo semplici11%. La replica è di tipo fisico ottimizzato, i dividendi sono reinvestiti e gli asset in gestione sono pari a 6 milioni di euro (il lancio del fondo è datato settembre 2017). La commissione richiesta è apri 0.40%.

Franklin LibertyQ U.S. Equity UCITS ETF (valuta base USD)

L’ETF (IE00BF2B0P08) propone la replica fisica ottimizzata del proprietario LibertyQ U.S. Large Cap Equity, smart beta multifattoriale che adotta i medesimi stili d’investimento visti per i due prodotti precedenti (qualità, valore, momentum e low volatility) applicandoli, al fine della selezione e pesatura in portafoglio, alle componenti del Russell 1000 (978 titoli)ossia alle large mid cap statunitensi. Composizione settoriale: IT 20.60%, beni di consumo discrezionali 18.56%, industriali 16.82%, beni di consumo semplici 14.6%, salute 11.08% le percentuali più rilevanti. Con un TER dello 0.25% (contenuto anche grazie alla liquidità dei titoli sottostanti), il prodotto reinveste eventuali proventi derivanti dai 250 titoli in portafoglio e a oggi mostra AUM a quota 12 milioni di EUR (lanciato a settembre 2017)

Mantenendo un filtro quality ma focalizzando nel contempo l’investimento sul factor dividend, l’asset manager porta sul mercato altri due prodotti income, specifici per chi cerca un flusso di cassa in ingresso strettamente motivato dalla redditività e solidità nel tempo delle aziende in portafoglio

Franklin LibertyQ Global Dividend UCITS ETF (valuta base USD)

Questo strumento (IE00BF2B0M76), lanciato nel settembre scorso, individua il suo benchmark nel LibertyQ Global Dividend Index, un indice equity smart beta che sceglie le sue componenti (99) all’interno delle large e mid cap globali che fanno parte dell’ MSCI AC World ex-REITS Index (2416 titoli) massimizzando i rendimenti e accertandosi della costanza dei flussi, con un successivo controllo dei parametri di qualità. Nel dettaglio, l’ETF intende investire in società che hanno evidenziato rendimenti sopra la media a livello globale oltre che costanti o in crescita almeno negli ultimi cinque anni. La costanza nei flussi in ingresso è fondamentale nell’ottica di un investimento di lungo periodo in un prodotto che intende trasmettere queste distribuzioni direttamente all’investitore (via dividendo) come pure imprescindibile si dimostra una corretta revisione quality affinché a distribuzioni sopra la media da parte del titolo corrisponda, nel tempo, anche la sua solidità finanziaria. Composizione geografica: Stati Uniti 46.41%, Europa 30%, Australia/Nuova Zelanda 8.90%, 6% Asia, America Latina / Caraibi 4.68% e Medio Oriente / Africa al 3.90%. La composizione settoriale vede invece i prodotti finanziari e i beni di consumo al primo posto rispettivamente al 25% e 20%, mentre sanità, beni di consumo discrezionali e industriali sono le uniche componenti oltre il 10% (escluso invece il settore REIT). L’ETF, studiato per fornire un flusso di cassa all’investitore, distribuisce dividendi trimestrali e richiede un TER annuo pari allo 0.45%.

Franklin LibertyQ European Dividend UCITS ETF (valuta base EUR)

Si tratta (IE00BF2B0L69) di un ETF fisico ottimizzato, che focalizza sull'equity europe la strategia income smart beta vista per il prodotto precedente sempre con l'esclusione del segmento REITS. L'indice smart beta è il LibertyQ European Dividend Index le cui componenti sono desunte dal MSCI Europe IMI ex REITS Index. La composizione geografica premia il Regno Unito, 33%, con Germania (13%), Svezia (12%) e Finlandia (11%) uniche componenti oltre il 10% (Italia all'1.91%). A livello settoriale la leadership è dei finanziari con il 34.9% seguiti da telecom 17%, beni di consumo discrezionali 14%, aziende di erogazione servizi primari 10.36, sanità 8.76%, industriali 5%, beni di consumo 4%, 2.9% energia e solo 2.56% IT. Per investire nell'ETF è richiesta una commissione annua pari allo 0.25% e i dividendi hanno cadenza trimestrale. Il lancio recente (settembre scorso) contribuisce a limitarne gli asset a soli 2 milioni di euro.