ETF: è tempo di un focus sulla parità di genere


Era l’8 marzo del 2016, il giorno della festa della donna, quando State Street Global Advisors quotò al NYSE Arca il primo ETF sulla parità di genere ossia lo SPDR SSGA Gender Diversity Index ETF ( con ISIN US78468R7474 e il decisamente appropriato ticker SHE), uno strumento che, in nemmeno due anni dal lancio, ha già saputo raccogliere oltre 350 milioni di dollari di investimenti. L’indice, proprietario SSGA, indaga 1000 società quotate negli Stati Uniti allo scopo di selezionare ed investire in quelle con il più alto numero di cariche di alto livello ricoperte da dirigenti di sesso femminile. Con lo scoppio degli investimenti in ETF socially responsible e sostenibili nella seconda metà del 2017, ed in concomitanza con la nascita dei più moderni indici basati su rating e scoring ESG, ultima e più sofisticata declinazione di queste selezioni, i listini americani hanno accolto l’Evolve North American Gender Diversity Index ETF (ticker HERS), questo basato su un più sofisticato indice (ma simile nel numero delle componenti e per il focus sul Nord America) nato dalla partnership tra la tedesca Solactive ed Equileap. Equileap, società con sede a Londra e Amsterdam che individua la sua mission nella promozione dell’uguaglianza di genere, intende perseguire questo obiettivo in modo pratico e finalmente oggettivo impiegando innovative logiche di scoring con focus sulla parità di genere. La società mette infatti a disposizione degli index providers (ma anche di istituzioni private e pubbliche) un database proprietario che raggruppa i punteggi (Gender Scorecard) relativi ad oltre 3000 aziende localizzate in paesi sviluppati, questi assegnati secondo una valutazione che tiene conto di addirittura diciannove criteri riconducibili a quattro macro categorie:

A. gender balance in leadership & workforce

B. equal compensation & work life balance

C. policies promoting gender equality

D. commitment to transparency and accountability

Le firms raggiungono un punteggio ricompreso in una scala si valutazione che va da un massimo di 1 (aziende più meritevoli) fino ad un minimo di 35. La selezione considera esclusivamente aziende con una capitalizzazione di mercato minima di 2 miliardi di dollari e un minimo di 5 milioni di dollari di volume medio tradato (daily). L’indice effettua anche una basilare valutazione ESG escludendo a priori settori come tabacco, armi e gioco d’azzardo. Come ormai avviene sempre più spesso, grazie al sempre maggiore interesse per un mercato ETF europeo in rapidissima espansione, lo sbarco di prodotti simili anche nel Vecchio Continente non si è fatto attendere e già nel novembre scorso il Lyxor Gender Equality ETF diventava il primo ETF sulla parità di genere in Europa grazie all’investimento nella stessa gamma indici Equileap, in questo caso, però, nell’indice con selezione estesa a 23 paesi sviluppati, ossia l’ Equileap Global Gender Equality Index. Con valuta base USD, AUM già oltre i 52 milioni di euro (64 milioni USD) e un TER annuo pari allo 0.35%, questo ETF opera fisicamente sui titoli prescelti e opta per la capitalizzazione dei proventi. La quotazione di Lyxor Gender Equality ETF, ISIN LU1691909508, è per ora avvenuta solo sulla piazza di Londra (in USD) e Parigi Euronext (EUR) con ticker ELLE ma l’ETF si rivela già disponibile anche in Italia, anche se, per ora, solo per la clientela istituzionale. L’indice individua le migliori 150 aziende rispondenti ai criteri sopra elencati, il 50% di quelle a più alto scoring tra quelle a stelle e strisce e il migliore 10% tra quelle individuate in ciascun altro paese. La composizione geografica garantisce agli Stati Uniti, leader indiscussi negli scoring sulla parità di genere, un peso del 47.3% nel portafoglio dell’indice con il resto dell’esposizione distribuita come segue: 11.64% Regno Unito, Australia 9.89%, Francia 8.36%, Svezia 5.46%, Germania 4.63%, Spagna 2.67%, Norvegia 1.37%, Finlandia 1.35% e per finire Italia all’1.3% del portafoglio. Interessante la composizione settoriale: finanziari 20%, beni voluttuari 13.8%, da salute 10.2%, IT 9.3%, industriali 8.8%, telecomunicazioni 8.2%, beni di primaria necessità 7.6%. Top ten holdings al 02/02/2018:KROGER CO 0.94%, FIAT CHRYSLER AUTOMOBILES NV 0.84%, ADOBE SYSTEMS INC 0.83%, NIKE INC 0.82%, BEST BUY CO INC 0.80%, TARGET CORP 0.80%, MICROSOFT CORP 0.80%, BANK OF AMERICA CORP 0.79%, CISCO SYSTEMS INC 0.78% e AUTOLIV INC 0.77%. L’ETF non pratica prestito titoli. Il 2018 si è poi aperto con un’ulteriore conferma circa l’interesse crescente per questa tematica, ben evidenziato dal lancio del nuovo UBS Global Gender Equality UCITS ETF che, con il ticker GENDER, offre un’esposizione alle 100 aziende che più rispondono agli standard di uguaglianza di genere previsti dall’indice Solactive Equileap Global Gender Equality 100 Leaders Index. L’indice è il medesimo equal weighted replicato dal prodotto Lyxor ma con un numero di aziende in questo caso limitato a 100 contro le 150 scelte dall’asset manager francese. A livello paese, visto il numero ridotto delle componenti dell’indice rispetto alle versioni sopra osservate, le regole dell’indice implicano la presenza di un numero minimo di 30 US listed equities fino ad un massimo di 50 con il resto del portafoglio diviso tra gli altri paesi. Lo strumento, ISIN IE00BDR5GV14, arriva sul mercato svizzero con un TER dello 0.20% ma, per le versioni con copertura dal rischio di cambio (EUR e CHF), è necessario lo 0.30% annuo. Anche in questo caso la replica adottata è di tipo fisico e l’ETF condivide con il prodotto Lyxor anche la politica dei dividendi (non distribuiti) e la registrazione in Italia. Il prodotto mostra AUM per 27 milioni di dollari e non effettua prestito titoli. La composizione paese non si discosta da quella osservata per l’indice a 150 componenti come anche la composizione settoriale.


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