La scadenza dei telefoni e l’ obsolescenza programmata. MDC: possibile scandalo mondiale


La “built-in obsolescence” (ovvero l’obsolescenza programmata), parola sconosciuta ai più ha guadagnato nel corso degli ultimi giorni un posto nella cronaca per via di una inchiesta avviata dalla giustizia francese contro Apple. L’azienda di Cupertino (California) sarebbe infatti accusata di aver messo in atto tecniche per ridurre deliberatamente la durata di funzionamento di un prodotto, allo scopo di velocizzarne i tempi della sua sostituzione e quindi vendere di più. Sotto accusa sono soprattutto gli iPhone, prodotto di punta di Apple, che verrebbero rallentati da aggiornamenti troppo “pesanti” per i vecchi modelli di smartphone. Il marchio della Mela ha effettivamente ammesso di rallentare i suoi dispositivi in funzione del deterioramento della batteria, ma nega di essere intervenuta per accorciarne il ciclo di vita. “Ci troviamo di fronte ad un possibile scandalo globale che potrebbe avere un impatto ancora maggiore del caso Dieselgate di cui è stata protagonista la Volkswagen con alterazione delle emissioni sui propri veicolo”, commenta il Movimento di D

ifesa del Cittadino.

In Italia una legge sull’obsolescenza programmata non esiste ma “abbiamo un’Autorità garante della concorrenza e del mercato che è già intervenuta contro Apple rispetto alla violazione della garanzia legale”, sottolinea Luongo. Il Movimento di difesa del cittadino depositerà in questi giorni un esposto all’Antitrust su questo caso.


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