Londra fanalino di coda dell’Unione


Mentre l’Europa accelera il passo, la Gran Bretagna rallenta.

Londra è il fanalino di coda dei 32 Paesi Ocse e la situazione potrebbe peggiorare quest’anno. Le previsioni ufficiali di crescita per l’anno appena iniziato sono state riviste al ribasso all’1,4%, mentre diversi economisti non pensano che la crescita andrà oltre l’1 per cento. Per quanto riguarda il 2017, nella migliore delle ipotesi, l’economia britannica avrà registrato un +1,8%: una performance comunque inferiore a quella dell’Eurozona e degli Stati Uniti. Il rallentamento è stato dovuto al calo della sterlina post referendum, che ha fatto salire il costo delle importazioni e ha portato l’inflazione al 3,1%, ben oltre il tasso programmato del 2 per cento. Un altro segnale preoccupante è che il boom dell’occupazione si sta affievolendo. A fine 2017 per la prima volta da oltre cinque anni i dati ufficiali hanno mostrato un calo dell’occupazione e lo stesso Office for budget responsibility prevede un aumento del tasso di disoccupazione nei prossimi cinque anni. L’unico segnale positivo è il settore dei servizi, cruciale per l’economia britannica, che ha registrato un’accelerazione inattesa nel mese di dicembre. I servizi, un vasto settore che va dalle banche ai ristoranti, rappresentano i quattro quinti dell’economia britannica. Il sondaggio, scavando nei dettagli, rivela un’economia dominata dall’incertezza sul futuro e che a sua volta limita gli investimenti da parte delle imprese.

Infine altri dati mostrano un ulteriore rallentamento del settore immobiliare. A Londra i prezzi delle case sono scesi per la prima volta dal 2009 e si prevede che nel 2018 l’incremento dei prezzi calerà ulteriormente all'1 per cento.


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