Mai producibile in giudizio la corrispondenza riservata e personale tra avvocati


Il divieto assoluto di esibizione in giudizio di corrispondenza tra avvocati contenente proposte transattive o comunque riservate (art. 48 ncdf, già art. 28 cod. prev.) non è escluso dall’invito del giudice a transigere ex art. 91 co. 1 cpc, giacché la proposta conciliativa cui fa riferimento detta norma deve essere formulata in giudizio dalla parte proponente, e l’eventuale rifiuto della controparte (che può rilevare ai fini delle spese processuali) sarà insito nella mancanza di accettazione, quindi senza alcun bisogno di divulgare la corrispondenza riservata. (Corte di Cassazione - pres. Amoroso, rel. De Chiara, SS.UU, sentenza n. 21109 del 12 settembre 2017


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