BNP allarga la gamma Easy ETF su Borsa Italiana: l'anno del ritorno su ETFplus si chiude con due


BNP, primo asset manager ad impiegare, già nel 2014, i nuovi indici tematici sostenibili “ex controversial weapons “ a firma MSCI come sottostanti per i propri prodotti, chiude questo 2017 proprio con due ETF socially responsible, anche questi basati su benchmark Morgan Stanley e con focus su mercati emergenti e statunitense. MSCI Emerging Markets SRI UCITS ETF è uno strumento a distribuzione (annuale) che fornisce esposizione ai titoli azionari di società a grande e media capitalizzazione che non appartengono a settori suscettibili di generare, con le loro attività, esternalità negative. In tal senso l’approccio SRI impiegato si focalizza sulle implicazioni sociali e ambientali dell'operato di queste aziende: tra le società escluse troviamo quindi quelle coinvolte nella produzione di armi civili e militari, in quella di organismi geneticamente modificati, tabacco, intrattenimento per adulti, di alcolici ed energia nucleare oltre a quelle che traggono i propri profitti dal gioco d'azzardo. Lo strumento è denominato in EUR e, a fronte di un TER dello 0.45% annuo, propone una replica dell’indice MSCI Emerging Markets SRI (versione net total return, un benchmark ribilanciato dal provider ogni tre mesi e adottante una metodologia di pesatura dei titoli tradizionale (market cap weighted). L’indice, investe attualmente in equity emessa in 24 paesi emergenti con le maggiori esposizioni verso Taiwan (24.32%), Corea del Sud (16.37%), India (13.16%), Sud Africa (10.95%), Brasile (8.79%), Altri (26.4%). Se si confronta questa composizione con quella dell’indice parent, il MSCI Emerging Markets EUR, si evidenziano differenze solo per la presenza in portafoglio della Cina, che nell'indice di base raggiunge il 30.1% con il peso di Taiwan ( comunque Repubblica di Cina) invece quasi dimezzato. Contenute le variazioni a livello di sector breakdown con IT e finanziari settori più investiti. L' Come spesso accade con strumenti che propongono esposizione all’equity emergente, l’ETF sceglie di non acquistare direttamente il portafoglio indice ma piuttosto di ovviare a problematiche strettamente connesse a questi titoli, come ad esempio la scarsa liquidità, con la stipula di contratti swap ossia ricorrendo alla replica sintetica conservando però nella sua disponibilità un basket sostitutivo a garanzia delle quote, questo costituito da titoli per lo più correlati con l’indice di riferimento (unfunded). I moderni indici MSCI SRI values based operano, una volta esclusi i settori sopra discussi, una selezione ESG realizzata secondo metodologie proprietarie: si procede con la selezione dei profili che hanno evidenziato i migliori rating e dunque scoring ESG in assoluto (si aggiunge dunque un'ulteriore selezione in basa alla governance quality) mantenendo però i pesi dei singoli paesi e settori compatibili con quelli dell’indice originario per evitare il rischio sistemico implicito nella selezione ESG e non degradare la rappresentatività dell’indice rispetto al mercato che segue. Rispetto all'indice parent, naturalmente, il numero di componenti cala notevolmente : con l'applicazione della selezione ESG si crea un indice composta di sole 186 titoli contro gli oltre 800 dell'indice di base. Le metodologie fondate su rating e scoring ESG, evoluzione naturale del concetto di sostenibilità dell’investimento, hanno riscosso proprio nel 2017 un grandissimo successo anche a livello ETF in quanto in grado di compensare l’investitore con una sorta di copertura dai potenziali rischi derivanti dalla scarsa considerazione di questioni ambientali, relative al profilo sociale o alla governance, queste difficilmente analizzabili dalle canoniche valutazioni di rating ma suscettibili di impattare molto seriamente sul valore del titolo. Queste considerazioni sono pertanto un prezioso strumento in grado di aiutare l’investitore a salvaguardare il portafoglio anche in un ottica di lungo periodo, orizzonte temporale nel quale gli ETF, con i loro ridotti regimi commissionali (in netto calo anche per gli stessi ESG ETF), puntano a sottrarre quote di mercato alla gestione attiva. La gamma EASYETF porta contestualmente sul mercato domestico anche il nuovo BNPP EASY MSCI KLD 400 US SRI UCITS ETF, un replicante che, condividendo con il precedente la denominazione in EUR e la distribuzione annuale dei proventi, replica fisicamente il MSCI KLD 400 SRI Index (NTR), un indice MSCI che adotta le medesime metodologie di esclusione settoriale e rating ESG viste per il procedente, questa volta applicandole su equity statunitense. In quest caso, nel dettaglio, dal parent index MSCI USA IMI, benchmark che raccoglie oltre 2000 titoli azionari statunitensi a larga, media e piccola capitalizzazione, si estrapolano soltanto le 400 società con i migliori standing ESG attribuendo poi i pesi in portafoglio secondo capitalizzazione di mercato.Il TER dell'ETF si attesta in questo caso allo 0.3% annuo. L’indice presenta 27 anni di storico e pertanto si qualifica come uno dei primissimi SRI indexes offerti sul mercato. Il sector breakdown differisce minimamente da quello del parent index: Technology 29.21%, Consumer Discretionary 12.94%, Health Care 11.7%, Financials 11.15%, Industrials 10.75%, Consumer Staples 8.4%, Energy 4.56%, Real Estate 4.35%, Materials 2.93%, Telecommunication Services 2.19% ed infine Utilities per l'1.81%.


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