Manca il collegamento con le imprese


Il punto di sostanza è che l’economia, se da un lato sta sviluppando ed evolvendo in modo molto efficace il suo modello antropologico (cosa fondamentale in ogni scienza sociale), dall’altro non ha ancora sviluppato collegamenti soddisfacenti tra il soggetto (l’agente economico individuale) e il contesto in cui opera, vale a dire le imprese e le altre organizzazioni.

L’impresa è stata considerata dagli economisti prima come una black box, poi una sorta di “nexus of contracts”, mai come quello che è nella realtà ossia un insieme complesso di relazioni interpersonali ad alta intensità emotiva e di cooperazione fiduciaria. Le teorie economiche con i loro potenti strumenti analitici hanno avuto anche nel campo aziendale un’importante influenza imponendo un modello manageriale specifico, ma questo modello, pur avendo indubitabili punti di forza, ha anche portato una forte torsione del mondo delle imprese dando spazio a cattive pratiche, cioè pratiche “incivili”, poiché in grado di giustificare ricadute sociali negative o forme di impoverimento e devalorizzazione del lavoro. L’economia, sviluppando il modello di (ir)razionalità degli individui più realistico, potrà ricercare più efficacemente nuove forme di collegamento tra economia e management e nuovi modelli di governo e amministrazione delle imprese. Per questo motivo è auspicabile sviluppare nuove alleanze tra economia e management innovando e sviluppando lo studio delle aziende come istituzioni orientate non solo a generare ricchezza ma anche al “benvivere sociale”.


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