Natale in anticipo per il Bitcoin: tra dubbi e certezze il 10 dicembre la cryptocurrency sbarca sui


Ottenute il primo dicembre le tanto attese autorizzazioni da parte della Commodity Futures Trading Commission, ora le grandi piattaforme di negoziazione in derivati possono finalmente offrire al pubblico i tanto attesi e discussi futures (a breve anche options e swaps) sulle criptovalute. In data 10 dicembre, infatti, il CBOE, primo circuito ad aver esplicitato il proprio interesse per l’offerta di questi strumenti, inizierà le contrattazioni sotto il simbolo XBT ( peraltro for free nel mese di dicembre a scopo promozionale ) ma solo pochi giorni dopo, per l’esattezza il 18 dicembre, i leader di mercato del CME lanceranno la propria offerta sotto il codice BTC. E' bene precisare che CBOE propone contratti che controllano ciascuno un solo Bitcoin. Sembra che anche Nasdaq stia prendendo in considerazione il lancio di prodotti simili ma soltanto in un momento successivo, puntando , peraltro, su una maggior diversificazione delle fonti di prezzo rispetto alla concorrenza. Se infatti i contratti offerti dal CBOE usano come sottostante unicamente il prezzo contrattato dalla borsa autorizzata Gemini, l’offerta CME prezza il sottostante in base alle componenti del l’indice proprietario CME CF Bitcoin Reference Rate (inaugurato ormai nel 2016) costruito sui dati delle quattro principali borse Bitcoin ossia Bitstamp, GDAX, itBit e Kraken .

Le implicazioni della disponibilità di questi derivati sulle quotazioni delle criptovalute, che nel frattempo hanno raggiunto nuovi livelli record spingendo sempre più investitori a parlare di bolla speculativa, sono difficilmente prevedibili. Se l'atteso aumento della volatilità, causato anche dalla possibilità di shortare questi contratti, potrebbe sfociare addirittura in un crollo delle valutazioni nel caso la spinta ribassista dovesse avere la meglio (ma è necessario avere una posizione long aperta) è pur vero che, in prospettiva, la maggiore liquidità, la negoziazione anche su mercati regolamentati e l’accesso di investitori istituzionali potrebbero ridurre non poco i timori che ancora aleggiano su questi asset e dare nuovo impulso oggi ai corsi domani alla sua stabilizzazione. Certo avremo a che fare con l’alba di un mercato nuovo e in fase di rodaggio, oltre che sotto stretta osservazione anche da parte dei regolatori. Per quanto riguarda la volatilità, infatti, le contrattazioni prevedranno trading halts e margini di garanzia molto elevati, questi ultimi notificati già oggi da CME e CBOE (che ricordiamo svolgono il ruolo di controparte in questi contratti , clearing) come intorno al 35%-40%. Quanto agli investitori istituzionali che negozieranno questi contratti, è bene considerare che, pur essendo vero che nessuna primaria istituzione finanziaria si è apertamente schierata a favore di questo specifico asset digitale ed anzi molte hanno apertamente parlato di frode, poche di queste non hanno elogiato la tecnologia blockchain sottostante e molti sono stati i casi i "cambi di rotta" . Sul piano ETF, la considerazione del Bitcoin quale asset speculativo e dunque di nicchia è ormai consolidata tra leaders come Vanguard e iShares (BlackRock), con VanEck solo issuer tra i primi dieci a livello globale ad aver avanzato, ad oggi, proposte (poi ritirate)per strumenti con sottostate costituito da futures sul Bitcoin. Le proposte attualmente in fase di valutazione presso la SEC provengono per lo più da issuer di più ridotte dimensioni, presumibilmente anche alla ricerca di quote di mercato: le più note sono quelle di ProShares, che vuole proporre due alternative futures based per prendere posizione long oppure short sull’asset digitale per eccellenza e l’ormai nota proposta Winklevoss, oggi in fase di riesame dopo un primo parere negativo e supportata in questa rivalutazione dalla Bats Exchange (CBOE).

Quest’ultima non è basata su contratti futures ma bensì sul valore di un portafoglio di Bitcoin detenuto dal Winklevoss Bitcoin Trust, assets sottostanti il cui prezzo sarebbe calcolato da Gemini (la stessa società che calcola il prezzo Bitcoin alla base dei futures a firma CBOE….), borsa Bitcoin autorizzata sotto il controllo degli stessi gemelli Winklevoss, negli anni scorsi noti per un contenzioso (perso) circa la paternità del noto social network Facebook, ed oggi agli onori della cronaca nei giorni scorsi grazie allo status appena acquisito di "primi miliardari in Bitcoin" al mondo. Indipendentemente dall'impiego di contratti futures in qualità di sottostante del primo ETF sulle cryptocurrency, struttura questa che nei prossimi giorni sarà senza dubbio riproposta alla SEC in varie forme (erano state ritirate solo perchè in fase di esame non esistendo ancora il sottostate futures sarebbero stet necessariamente respinte), l'evoluzione di questo mercato in derivati influenzerà sicuramente scelte degli issuers, specialmente di quelli di maggiori dimensioni.


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