ETF Securities vende a WisdomTree e LGIM: la competizione è globale ma l'Europa è oggi l'obi


La rapida espansione del mercato ETF europeo, con oltre 94 miliardi di euro confluiti nei prodotti quotati nell’Eurozona nei primi 10 mesi del 2017, ha attirato le attenzioni degli asset manager mondiali e costretto anche realtà europee ben consolidate a prendere decisioni importanti per fronteggiare un ulteriore aumento dei livelli di competitività in un mercato che continua richiedere AUM e competenze ai massimi livelli per rimanere visibili nonostante lo strapotere di BlackRock (anche) da questa parte dell’oceano. Se Invesco ha rilevato le attività di Source (e dall’altra parte dell’oceano quelle di Guggenheim Investments) allargando la gamma Powershares e i gestori di Templeton , Fidelty e perfino JP Morgan sono da pochi mesi sbarcati in Europa con i loro nuovi ETF, ETF Securities è al centro di due transazioni entrambe, per motivi diversi, di primaria importanza. Innanzitutto, la creatura di Graham Tuckwell , fondatore del colosso londinese ETF Securities Ltd ormai quattordici anni fa, ha ceduto, in cambio di cash e azioni (18% la quota di WisdomTree passata di mano con i diritti di voto capped al 9.99%), la propria piattaforma European Exchange-Traded Commodity, Currency and Short-and-Leveraged (che comprende anche il primo ETP sull’oro a livello europeo per AUM) a WisdomTree Inc assumendo il titolo di azionista di maggioranza della società americana. Il business ETF di ETF securities registra oggi asset investiti per 17.6 miliardi di euro distribuiti su 307 prodotti e con l'acquisizione, l’issuer statunitense punta ad assurgere al ruolo di primario emittente indipendente a livello globale per i prodotti ETP vantando, a questo punto, una presenza consolidata in entrambi i due principali mercati mondiali per questi prodotti oltre che un altissimo grado di specializzazione: la natura indipendente e da sempre focalizzata sugli ETF ha infatti portato entrambe le compagnie al successo nei rispettivi mercati. WisdomTree occuperà il nono posto a livello globale con AUM intorno ai 66 miliardi di dollari con benefici effetti di scala, diversificazione e profittabilità. Mentre si attende il lasciapassare da parte delle autorità, il perfezionamento dell’operazione è previsto per il primo trimestre del 2018. Ma ETF Securities resta protagonista anche di un’altra importante novità suscettibile di avere ulteriori ed importanti implicazioni per i panorama ETF europeo. La vendita della controllata Canvas a Legal &General Investment Management, anch’essa notificata in questa medesima settimana di novembre, sancisce, di fatto, l’ingresso nel business ETF di quello che oggi è il primo asset manager britannico con quasi 900 miliardi di sterline in AUM. La mossa di LGIM, che investe oltre 600 milioni nell’operazione, è finalizzata ad entrare in questo business potendo contare, sin da subito, su una struttura di successo che gode già delle autorizzazioni necessarie per la quotazione di prodotti in addirittura 14 paesi europei e che consta già di un’offerta articolata tra 17 soluzioni (2.7 miliardi di euro in AUM) tra fixed income, equity e su commodities con la quale l’asset manager può iniziare da subito a partecipare alla crescita del mercato ETF odierna e prospettica. Infatti la MIFID II promette di spingere in direzione di un mercato europeo più integrato, di fornire una maggiore trasparenza sui costi dell’investimento a tutto vantaggio della gestione passiva su quella attiva e persino di mostrare sacche di liquidità finora sconosciute accumulatesi sugli ETF trattati OTC dalla clientela istituzionale, la fetta di maggior importanza per un mercato europeo che dedica al retail ancora poche attenzioni rispetto all’esempio statunitense. Le idee di LGIM, che già gestisce quasi 500 miliardi di euro in fondi indicizzati, sono chiare: allargare ulteriormente l’offerta con quelle categorie di prodotto con potenziale di crescita maggiore come smart beta e allocazioni in grado di conquistare le posizioni core dei portafogli della clientela in ottica buy and hold. Il mercato europeo sta cambiando, i competitor diventano sempre più di dimensioni globali e dotati di risorse ed economie di scala in grado di gestire fee sempre più ridotte e volumi in crescita.


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