Smart working, stop ai buoni pasto

Il buono pasto, ritenuto una forma di integrazione al reddito con un valore di circa una mensilità l’anno, potrebbe non essere più riconosciuto per effetto dello smart working. L’Anseb, l’associazione delle società emettitrici di ticket, precisa che, sebbene non vi sia alcun divieto al riconoscimento dal buono pasto a chi lavora in smart working, vi sono casi nei quali è l’accordo integrativo aziendale ad escludere i lavoratori agili dal godimento di questo benefit. Gli accordi che regolano lo smart working sono antecedenti all’emergenza sanitaria e le intese tra aziende e sindacati erano vincolate a una diversa forma di welfare aziendale in base alla quale il dipendente poteva conciliare in maniera migliore il rapporto tra lavoro e vita privata.

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