Big data e coronavirus, in Italia non si vuol fare

Il progetto per combattere la diffusione del coronavirus tracciando i contatti (contact tracing) del paziente attraverso i big data è stato proposto anche a Regione Lombardia che ha preferito proseguire alla ricostruzione dei contatti di un malato di Covid-19 manualmente (modulo cartaceo di autodichiarazione), senza l’ausilio di tecnologie digitali. Il caso è stato svelato su Twitter, da Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente di Strategia presso la SDA dell’Università Bocconi, e tra gli autori del progetto. La Corea del Sud – ha scritto – sta sconfiggendo l’epidemia anche grazie a semplici tecnologie di contact tracing del contagio su smartphone, che ricostruiscono in modo puntuale la catena della trasmissione e riducono il rischio di contagio.

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